Le criptovalute sono la truffa del secolo?

Le criptovalute sono la truffa del secolo?

settembre 24, 2018 0 Di admin

Le criptovalute, anche dette criptomonete, possono essere definite a partire dai due termini che compongono la parola: cripto e valuta. Si tratta infatti di monete digitali e quindi virtuali, criptate e definite attraverso un codice.

Questo significa che le informazioni relative al mittente, al destinatario e al valore della transazione possono essere note solo attraverso un sistema di codifica.

Le criptovalute, quindi, possono essere considerate sia come delle vere e proprie monete da poter spendere per l’acquisto di qualsiasi bene o servizio, sia come strumento di cambio delle diverse monete internazionali, sia come mezzo di investimento per chi decida di fare trading online.

La più nota e utilizzata criptovaluta nel sistema internazionale è sicuramente Bitcoin.

Perché sono state inventate le criptovalute?

In un mondo in cui il potere di banche ed istituti finanziari è sempre più forte e complesso, questa forma di moneta virtuale è stata creata proprio per assottigliare la forza degli istituti di credito e decentrare la loro egemonia. Nulla, infatti, possono fare e decidere nei confronti di questo sistema.

Sono solo gli utenti che fanno parte di questo sistema che possono prendere le decisioni e influenzarne il valore attraverso il loro operato. Cosa ancora più importante, tutti i partecipanti al sistema hanno lo stesso valore e la stessa influenza. Non esistono differenze tra loro.

Le caratteristiche principali delle criptovalute

Per capire se le criptovalute debbano considerarsi o meno una vera truffa, è necessario conoscere prima le loro caratteristiche fondamentali che possono essere così riassunte:

  1. anonime: in molti casi tutte le informazioni relative agli scambi restano totalmente anonime
  2. virtuali e legate al web: non sono delle banconote fisiche, ma solo utilizzabili nella rete. Per questo vengono contenute nei “portafogli virtuali”, l’equivalente dei portafogli che tutti i giorni teniamo nelle nostre borse e nelle nostre tasche
  3. decentralizzate: perché non sono legate a nessuna banca o istituto di credito
  4. sicure: per quanto riguarda le transizioni in cui vengono utilizzate
  5. in quantità limitata: ogni criptovaluta, infatti, può essere realizzata in un numero massimo.

Come funzionano e come si utilizzano

Le criptovalute vengono utilizzate per effettuare le diverse transazioni all’interno del mercato virtuale, grazie allo scambio che avviene all’interno della rete di network creata. Con ogni scambio vengono conosciuti da tutti gli appartenenti alla rete, il mittente, il destinatario e il valore della transizione.

Il punto critico del sistema è che, perchè lo scambio abbia successo, deve essere “accettato” dagli utenti e questa operazione può richiedere anche diversi minuti. Una volta confermato lo scambio, questo viene registrato e non è più modificabile.

Al momento attuale, le criptovalute vengono accettate solo nel mercato tra privati, ma sembra che Amazon si stia già attivando per introdurle come possibile strumento di pagamento. Per approfondimenti clicca qui.

Bitcoin

È la criptovaluta più conosciuta e la prima ad essere stata introdotta nel 2009. Negli anni è diventata sempre più popolare, fino a quando, nel 2017, il suo prezzo è davvero schizzato.

La sua quantità massima limite è fissata in 21 milioni. Ad oggi, si calcola che ne siano state emesse circa i tre quarti e si prevede l’esaurimento entro il 2040. Questo è il principale difetto del sistema.

Bitcoin Cash

È stata creata nel 2017 da un gruppo di sviluppatori che lamentava la lentezza e la laboriosità per le conferme e l’accettazione delle transazioni del classico Bitcoin.

Le criptovalute sono però già in crisi e hanno perso il loro fascino

Dall’inizio dell’anno, infatti, il prezzo delle valute virtuali è praticamente crollato e non accenna per nulla a rialzarsi e riprendersi. Molti sono i motivi che hanno portato verso questo scenario.

Innanzitutto, l’insicurezza e la spinta negativa che muove gli utenti partecipanti al sistema che sono stati letteralmente spaventati dall’allarme di una crisi economica. Ai primi cali del valore, infatti, questi hanno reagito vendendo immediatamente le loro valute virtuali e questo non ha fatto altro che accelerare ulteriormente il loro crollo.

Un segnale è arrivato anche dalla Commissione Americana per la Tutela e la Sicurezza (l’equivalente della nostra Consob) che ha vietato la creazione di un fondo virtuale basato sulle criptovalute. Questa loro azione ha portato a una sorta di panico generalizzato negli utenti che, ancora una volta, hanno risposto con la vendita delle loro criptomonete e con l’allontanamento dal mercato.

In generale, comunque, gli economisti hanno cercato di spiegare questo calo come fisiologico, dopo l’euforia del rialzo iniziale. Certo è che chi le possiede, ha visto diminuire il valore del propio portafoglio virtuale anche del 75%.

Come prevedere l’andamento delle criptovalute sul mercato

Uno studio condotto dall’Università di Yale ha cercato di spiegare come si possa prevedere nel breve periodo l’andamento delle criptovalute. Secondo i ricercatori, infatti, devono essere presi in considerazione due effetti: l’effetto momentum e l’effetto attenzione degli investitori.

  • L’effetto momentum è la tendenza di un mercato che per un certo periodo di tempo è stato in crescita e salita, a continuare con questo andamento. È per questo motivo che consigliano di mantenere una criptovaluta ferma una settimana prima di venderla.
  • L’effetto attenzione degli investitori, invece, dipende addirittura dalle tendenze social delle criptomonete. Valutando quante ricerche vengono effettuate sui motori di ricerca e quanto si discute di criptovalute sui principali social, è possibile capire quanta attenzione venga concentrata su di esse in ogni momento.

Secondo gli studiosi, quindi, l’errore fondamentale che sarebbe stato fatto è quello di aver studiato le criptovalute utilizzando le norme che regolano la macroeconomia classica.

Criptovalute: truffa o vera forma di investimento?

Per rispondere a questa domanda si deve innanzitutto premettere che le criptovalute esistenti sono molte e non è quindi possibile generalizzare, ma si deve analizzare ogni singolo caso.

Bitcoin

È difficile parlare di truffa nel caso di Bitcoin, dal momento che il suo inventore, almeno all’inizio, non vi ha guadagnato davvero nulla. L’unico fattore che determina e spinge il rialzo del loro prezzo è solo ed esclusivamente l’aumento della domanda.

Sono però degli investimenti ad alto rischio, perché il prezzo potrebbe calare o addirittura crollare in qualsiasi momento (come è effettivamente accaduto a partire da gennaio). Il problema di base, quindi, è la conoscenza da parte dell’investitore della labilità del mercato e la necessità della sua presa di coscienza della sua totale assunzione del rischio.

Etheurum

È una seconda criptovaluta dal funzionamento molto simile a quella di Bitcoin, perciò può essere fatto un discorso del tutto analogo.

Bitcoin Cash

In questo caso, dietro la loro creazione vi è una vera e propria società costituita da un numero ristretto di persone e non l’intera comunity, come con gli originari Bitcoin. È per questo motivo che la loro sicurezza è certamente più dubbia e discutibile.

Ripple

Si tratta, in questo caso, di una vera e propria criptovaluta privata nata per effettuare gli scambi interbancari, perciò vengono meno tutti i principi su cui si è basata la creazione delle valute virtuali tradizionali. Da un lato vi è la garanzia che anche seri ed affidabili istituti di credito ne stiano facendo uso (basti l’esempio di America Express), ma dall’altro c’è il dubbio legato al fatto che se le banche stesse dovessero in futuro decidere di non utilizzarla più, il loro valore potrebbe addirittura crollare e azzerarsi.

Un esempio di truffa con le criptovalute

I malintenzionati sono sempre attivi, perciò nel tempo si sono susseguite truffe che hanno, in alcuni casi, portato alla rovina alcuni investitori.

Un esempio è il sistema piramidale che permette di guadagnare una percentuale convincendo le persone ad acquistare da un certo sito. Purtroppo, però, in molti casi questo non esisteva. In altri, invece, il valore della moneta viene falsato solo per spingere ad effettuare la transazione, per poi crollare improvvisamente.

È per questo motivo che è sempre consigliato affidarsi ai siti più noti ed affidabili per effettuare le compravendite, piuttosto che farsi attirare da falsi guadagni o grandi risparmi.