Novembre 18, 2017

Conference League: le dichiarazioni di Mourinho

Il tecnico non si aspetta nulla da Zaniolo

C’è da vincere per l’ipoteca sulla qualificazione, primo o secondo posto che sia, anche se la vetta garantirebbe l’accesso diretto agli ottavi di finale. Ma c’è da vincere anche per preparare al meglio la gara di domenica prossima contro il Torino, altra partita chiave per la Roma. Prima però c’è lo Zorya: Mourinho non vuole fare passi falsi. L’allenatore della Roma ha dichiarato che si tratta di un finale per tutti loro, anche con l’ipotesi del pareggio che lascerebbe tutto aperto, con il destino nelle loro mani e la necessità di vincere in Bulgaria. È una partita importante e dunque sanno che andare avanti significherebbe avere delle difficoltà nel gestire due competizioni, ma è un problema che vogliono avere nella prossima stagione.

L’assetto tattico della Roma

E allora ci sarà da capire prima di tutto come giocherà la Roma, se ancora con la difesa a tre o con un ritorno a quella a 4. Questo anche perché Vina e Calafiori sono tornati in gruppo. Mourinho afferma che si sono allenati solo una volta con loro. Ma possono rappresentare un’opzione. Ha chiarito poi come preferisca di gran lunga la difesa a quattro. Non gli piace giocare a 5, anche perché una cosa è il concetto di difesa a tre, e un’altra quella di giocare a cinque. Senza tutti i rispettivi terzini sinistri, si sono dovuti adattare, ma con El Shaarawy che non è un terzino, potrebbe anche andare bene, perché non si va a cinque. Elsha per lui rappresentava un’ala e basta. Mentre oggi ha compreso un giocatore completamente diverso, con una netta propensione al sacrificio: basti pensare al salvataggio difensivo che ha fatto a Genova. Ma la rosa non è stata costruita per giocare a tre. È vero il fatto che hanno giocato, e che per qualcuno è anche una dinamica di gioco buono. E questa è un’opzione che afferma dovrebbero sempre tenere pronta. Quando recupereranno tutti i giocatori, torneranno al vecchio sistema. Ma ora è comunque più soddisfatto perché hanno una soluzione in più.

Mourinho a proposito di Zaniolo e Abraham

Mourinho passa poi all’analisi di due pezzi da novanta, come Zaniolo e Abraham. Domani sera i due dovrebbero giocare uno a fianco all’altro. A livello individuale, ha affermato che da Nico non si aspetta nulla, ma che faccia una prestazione da giocatore di squadra. Per come l ha visto festeggiare a Genova, è come se domenica scorsa avesse giocato 90 minuti. E per quanto riguarda Abraham, è contento di lui, essendo un attaccante di una squadra che crea tanto, ma lui lavora sodo per la squadra. Ha imparato ad avere un’altra dimensione come giocatore di squadra. Non è preoccupato: ha avuto un calo dopo un inizio molto buono e questo può essere anche normale.

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