In Italia potremmo produrre più gas?

In Italia le variazioni e aumenti di prezzo dell’energia sono causati dalla crisi del gas. E il tema non è solamente nelle agende politiche e governative in Italia, ma anche in Europa. Però ci sono soluzioni e una delle principali è aumentare la produzione. In questa maniera il problema del rincaro delle bollette dell’elettricità – facilitato dalle offerte gas – potrebbe risolversi.

Per capire meglio perché l’Italia particolarmente dell’impennata delle bollette energetiche, va ricordato che non utilizza le sue centrali nucleari da tre decenni. Con il referendum di iniziativa popolare, ha abbandonato il nucleare nel 1987, un anno dopo il disastro di Chernobyl che la colpì profondamente. Poi con un altro referendum, dopo l’incidente di Fukushima nel 2011, si è confermato il rifiuto dell’atomo.

Oggi i principali fornitori di gas, che rappresenta il 42% del consumo di energia primaria in Italia, sono la Russia: 46%, l’Algeria: 22% e la Norvegia: 11%. Ma, dato l’attuale contesto geopolitico, se Mosca decidesse di chiudere il rubinetto, l’Italia sarebbe privata di quasi la metà dei suoi bisogni. Esattamente il 90 percento delle sue necessità arriva dall’estero.

Le ipotesi in campo

Se si utilizzassero i giacimenti operativi, evitando di fare nuove perforazioni, si riuscirebbe ad arrivare ad estrarre più di 8 miliardi di metri cubi in un tempo di 2 anni. Una delle strade potrebbe essere spingere nella scelta dell’estrazione di aziende come ENI, un produttore di circa 3 miliardi di metri cubi di gas in Italia. Servirebbe però che a livello politico ci fosse coesione nella scelta di riprendere le attività di produzione di gas, con una conseguenza di riduzione di costi.

Servirebbe allo stesso tempo anche una transizione energetica consistente: perché questa strategia di aumento della produzione del gas è efficace nel breve periodo per risolvere la crescita dei costi, ma nel lungo periodo assolutamente no. Il gas è infatti a metà strada in quanto risorsa green. Non si potrà sfruttare all’infinito.

Progetti di energia rinnovabile in corso in Italia

L’Italia ha portato a termine molti progetti di energia rinnovabile, mentre altri sono ancora in fase di progettazione. Tuttavia, i dati disponibili per il 2020 sono quasi inesistenti a causa della pandemia di COVID-19, ma con il 2022 che darà nuova vita, alcuni progetti dovrebbero presto iniziare a vedere la luce, come quello di Eni.

Una delle più grandi compagnie petrolifere d’Europa, che ha deciso di diversificare nelle energie rinnovabili, ha ottenuto l’autorizzazione a realizzare alcuni progetti di energia rinnovabile in Italia. ENI sta realizzando a Trecate un impianto fotovoltaico da 4,5 MW per rifornire il proprio sito produttivo.

Una controllata di ENI, chiamata ENI New Energy ENI ha acquisito tre progetti eolici con una capacità totale di 35 MW nella regione Puglia, Italia. Saranno i primi progetti eolici intrapresi da Eni in Italia e si prevede che produrranno circa 81 GWh all’anno, evitando circa 33.400 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno.

Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, il Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) prevede che l’energia elettrica prodotta da energie rinnovabili aumenterà del 65% entro il 2030 rispetto al suo totale attuale. Si prevede inoltre che le energie rinnovabili copriranno oltre il 55% del consumo elettrico nazionale, stimato in 337 TWh nel 2030.

Il piano prevede di puntare su due energie rinnovabili, l’energia eolica e l’energia fotovoltaica, queste due energie rinnovabili che dovranno raggiungere nel 2030 una capacità installata superiore al doppio di quella attualmente raggiungibile. Ciò significa che l’aumento della capacità installata totale da fonti rinnovabili raggiungerebbe il 75%.

L’Italia non si ferma nella sua corsa per diventare l’unico contendente per l’innovazione nelle energie rinnovabili in Europa. Ha superato gli obiettivi prefissati due volte di seguito e continua a fissare standard più elevati per la sostenibilità.

 

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